Coturnice

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LA COTURNICE DELLE ALPI

Questo splendido fasianide, pur non facendo parte della nobilissima famiglia dei tetraonidi, con i quali condivide l'habitat alpino anche se non in termini esclusivi, è conosciuta da tutti i montanari come la regina delle alte quote, dei dirupi e delle praterie alpine. Vive sempre a terra, è di medie dimensioni e di forma compatta, assai simile a quella di una pernice, anche se di poco superiore; le sue ali sono arrotondate e brevi, una caratteristica tipica degli ottimi volatori. 

Le tinte grigie del dorso le offrono una buona arma di difesa dai predatori alati, in quanto le permettono di mimetizzarsi egregiamente tra le rocce e le pietraie. Il collarino nero, che partendo dalla fronte le attraversa l'occhio, delimitando una sorta di bavaglino bianco a partire dalla regione auricolare e collegandosi ad anello sul petto, la rende inconfondibile, e la differenzia dalla pernice, il cui collarino non è così netto ma degrada, con piccole macchie scure, sul petto. 

La colorazione definitiva del suo piumaggio, simile nei due sessi, viene raggiunta solamente dopo la muta completa del mantello, a fine estate.Il becco, le zampe e il cerchio oculare sono rossi. 

Nella fascia alpina centrale la coturnice si trova ad una altitudine che va dai 1000 ai 2400 metri, preferendo i versanti erbosi e pietrosi, assolati e piuttosto accidentati. 

Nella fascia orientale, per le caratteristiche più asciutte delle zone montuose, la possiamo trovare dai 500 metri fino a quota 1800. 

Predilige zone aperte, dove può trovare abbondanza di graminacee e di arbusti nani diffusi; si nutre di erbe, semi e bacche, integrate abbondantemente, durante la stagione estiva e lo svezzamento della prole, da invertebrati.

All'inizio della primavera, verso fine aprile o agli inizi di maggio, le coppie, che hanno scelto per la nidificazione un territorio ben definito difendendolo dagli intrusi, depongono in un nido posto sul terreno e ben mimetizzato, da 8 a 14 uova, salvo rari casi di deposizioni più abbondanti, e la femmina provvede alla cova per un periodo di 24/26 giorni. Se disturbata, o nel caso percepisca minacce di pericolo, essa abbandona facilmente il nido, per cui gli escursionisti che frequentano gli areali tipici per la cova possono rappresentare una minaccia seria alla sua riproduzione, in particolare quanti amano recarsi in montagna con il loro cane, di qualsiasi specie esso sia. 

Alla nascita, che avviene generalmente nel mese di giugno, i pulcini, subito in grado di seguire la madre, sono molto vispi; già in grado di compiere i primi brevissimi voli a due settimane, essi raggiungono un completo sviluppo corporeo a due mesi. Verso l'autunno scompare quell'istinto territoriale che ha caratterizzato il periodo riproduttivo e le coturnici si riuniscono in gruppetti, spesso intere famigliole, spesso di 7/8 esemplari; non è raro che queste brigate superino numericamente anche la dozzina di individui. L'incontro con la coturnice è sempre improvviso; la partenza del volatile, cui seguono a distanza ravvicinata gli altri del gruppo, è accompagnata da un forte e deciso battito d 'ala, quasi uno schiocco sonoro, a cui segue un rapidissimo volo, sempre verso il basso, seguendo con grande destrezza i costoni e le asperità naturali del terreno. Indicatori della sua presenza sono il canto del mattino, prima dell'alzata del sole, e serale, i suoi escrementi, lunghi 15/25 mm., ricurvi e con un' estremità più ingrossata bianca, e le “buche” tra la vegetazione erbacea, dove ama “spollinarsi” al sole; qui si possono rinvenire facilmente le sue caratteristiche piume.

Purtroppo se ne riscontra una sensibile contrazione numerica, dovuta principalmente al restringimento dei suoi territori tipici, derivanti dall'abbandono dei pascoli alpini e del lavoro di pulizia delle fasce a prato al limite della vegetazione. Le iniziative, già allo studio dei Comprensori alpini, per interventi di miglioramento ambientale allo scopo di limitare i danni causati da questo abbandono da parte dell'uomo, potranno certamente favorirne un recupero della specie, altrimenti in pericolo, e ci auguriamo che tra le vette torni a farsi sentire il loro canto che annuncia l'alba, quasi a dare la sveglia alle cime silenziose.

Flavio Galizzi 

 

SCHEDA

Nome scientifico: Alectoris graeca saxatilis. 

Dati biometrici:

Lunghezza: cm. 32/36 

Peso: g. 400/750 

Apertura alare: cm. 48/52

E' specie tipicamente europea, presente oltre che nelle Alpi e sul'Appennino, in Grecia e nei Balcani, fino al Mar nero. Più a oriente, in Turchia e nella regione caucasica, è presente un 'altra specie, la Alectoris Ciukar, la cui introduzione, anche in alcuni territori alpini, ha finito col creare d anni biologici alla specie autoctona. 

GALIZZI FLAVIO

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