La Civetta nana

Copyright © 1999-2000 Baldovino Midali

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di  Marco Mastrorilli    flammeus@libero.it

Un richiamo flautato infrange il silenzio delle Orobie, i primi raggi  di sole aprono il sipario su uno dei gioielli faunistici delle nostre montagne: la Civetta nana.  Mentre il sole stempera la brina su gli apici  degli abeti,  la Civetta nana posata su un ramo agita la coda (con posture identiche a quelle dello scricciolo)  e le timoniere rivolte all'azzurro del cielo. Il canto è ritmato, regolare, ma all'improvviso qualcosa allarma lo Strigiforme,  le note si fanno ritmicamente più convulse: un' ultima strofa prima di lasciare il posatoio. Un tuffo nel vuoto, le ali "tagliano" il vento con ondulatorie planate del tutto simili a quelle dei picchi.

 La Civetta nana, Glaucidium passerinum, è uno Strigiforme comune nella penisola Scandinava ed in Russia ove si riproduce in comprensori planiziali, benché coperti da enormi foreste di conifere.

In Italia, invece, la sua presenza è circoscritta all'areale alpino: una sorta d'isolamento dai contingenti nordici che la identificano come un relitto glaciale.  In particolare la Civetta nana risulta legata ai boschi misti di leccio e abete bianco ad evoluzione naturale; la sua distribuzione è continua nel settore Orientale delle Alpi, mentre in Lombardia, Piemonte e Val d'Aosta la sua presenza è più sporadica, anche se la mancanza di monitoraggi approfonditi induce a sottostimarne lo status demografico specie sulle Alpi lombarde.

Predilige le abetaie con impianti disetanei, ove le porzioni vegetazionali più compatte s'integrano a radure con ricchi sottoboschi e fustaie più giovani. In provincia di Bergamo è abbastanza rara, ma presente nelle parti più settentrionali dei solchi vallivi della Val Seriana e Val Brembana.

La distribuzione altitudinale di questo piccolo rapace evidenzia un profilo ottimale compreso tra i 1200 ed i 1600 m., ma come altre specie alpine è soggetta ad erratismi e migrazioni verticali e in inverno la si rinviene anche a quote inferiori ai 1000 metri. Durante il periodo riproduttivo si hanno segnalazioni anche oltre i 2000 metri al limite distributivo della vegetazione arborea.

La Civetta nana è una specie inconfondibile, in virtù di caratteri biometrici singolari e le dimensioni di uno storno; rispetto ad altri Strigiformi non possiede ciuffi auricolari e i dischi facciali sono solo abbozzati. Il piumaggio bruno macchiato di bianco sul dorso è caratterizzato da una coda ben pronunciata con 4 evidenti barrature color panna e da un petto con un piumaggio candido e screziature brune più marcate sui fianchi.

Le sue abitudini sono meno crepuscolari rispetto ad altri rapaci notturni e non è improbabile sorprenderla  posata su qualche abete anche in pieno giorno.

Il canto della Civetta nana è particolare, flautato, ricorda in parte le vocalizzazioni monosillabi dell'Assiolo e del Ciuffolotto: vocalizzazioni emesse in particolare al crepuscolo o alle prime luci dell'alba.

Le dimensioni non ingannino, pur essendo minuscola, riesce ad evidenziare capacità predatorie davvero eclatanti. Si alimenta prelevando con frequenza piccoli vertebrati terrestri come arvicole, toporagni e topi selvatici  ma evidenzia una predilezione per i passeriformi forestali (specie in inverno) che riesce a catturare con abilità. Pur predando ordinariamente Luì, balie nere, verdoni, verzellini, regoli, cince e fringuelli; approfondite indagini sul sistema trofico della Civetta nana hanno permesso di scoprire   sorprendenti catture quali il Picchio rosso maggiore o Turdidi come tordele, cesene e merli che sono di dimensioni maggiori alla stessa "civetta"!

Come la "cugina" Civetta capogrosso, anche la Civetta nana ama riprodursi all'interno di cavità create dal Picchio nero o dal Picchio rosso maggiore. La sovrapposizione di areali tra "civette" di montagna (capogrosso e nana) e picchi è talmente evidente che gli studi sulla Civetta nana si svolgono sempre dove viene riscontrata precedentemente la presenza dei Picidi. Nonostante le dimensioni  ridotte; l'etologia, la rarità e la sua grazia fanno della Civetta nana,  l'indiscussa  principessa delle Orobie.                                                        

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