LO  SCOIATTOLO

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È il folletto dei boschi. Questo roditore, simpaticissimo e molto amato, suscita in tutti profonda simpatia ed attrazione. Ci richiama alla mente il mondo delle fiabe, dei boschi incantati, dove la magia e la fantasia s'intrecciano, allargando gli spazi e dilatandoli all'infinito, superando così la barriera del tempo che ci tiene prigionieri. Un vero acrobata. Quando si sposta sui rami più alti o salta da un albero all'altro, si lancia in impossibili e acrobatiche evoluzioni aeree, lasciando l'osservatore col fiato sospeso.

La vita dello scoiattolo, diversamente dalla maggior parte dei suoi cugini roditori, si svolge quasi esclusivamente sugli alberi, anche se scende ogni tanto a terra per spostarsi alla ricerca degli alberi dai frutti più graditi, come faggi e pini, o per nascondere nella sua dispensa segreta qualche provvista per tempi di magra.

La specie che vive sulle nostre montagne è lo scoiattolo comune; è diffuso in quasi tutta la fascia paleartica fino all'estremo oriente, ma non è presente in medio oriente, e nelle grandi isole del Mediterraneo.

Sul suo capo, dal musetto un po' allungato, spiccano due occhietti vivaci, scurissimi,  tondi, grandi e ben adattati anche alla vista in condizioni di semioscurità, e due orecchie ben sviluppate, all'estremità delle quali emergono, con la muta invernale, due evidentissimi ciuffi di lunghi peli, dello stesso colore del mantello, che danno un tono leggiadro alla sua esile figura.

Il corpo è slanciato e la coda, lunga come il corpo, forma un grosso pennacchio di peli lunghi e soffici, che fanno sembrare lo scoiattolo di dimensione doppia del reale. Questa coda svolge un'importante funzione equilibratrice nei salti e di segnale visivo durante i corteggiamenti; quando è seduto è spesso tenuta rivolta all'insù, quasi adagiata lungo la schiena, a mo' di scudo ombroso, fino a formare sopra il capo una specie di soffice turbante. La colorazione del mantello varia dai toni rossi intensi, più diffusi nelle regioni del nord, ai toni bruni e bruno-intensi, tipici degli areali meridionali.

Durante la giornata non è facile avvistarlo e ancor più difficile osservarlo.  È sempre in movimento tra le chiome degli alberi, ma quel suo muoversi a scatti, quel suo istinto di tenersi celato alla vista degli estranei dietro i tronchi degli alberi, lasciando spuntare il suo musino attento e curioso ora a destra, ora a sinistra del riparo, ci impedisce quasi sempre di osservarlo per più di pochi secondi.

L’atteggiamento  di tenersi nascosto dietro il tronco degli alberi e sbirciare come se stesse giocando a rimpiattino, è un comportamento innato e fissato durante i primi mesi di vita col gioco. Nasce dalla necessità vitale di tenersi sempre celato alla vista dei predatori, specie dell'astore e dello sparviero, i temibili e abilissimi rapaci di basso volo che affidano all'acutezza della loro vista e alla prodigiosa abilità d'inseguire la preda anche tra il fitto dei rami la loro sopravivenza. 

Altri nemici da cui si deve difendere sono i predatori carnivori, prima tra tutti la martora, anch'essa dalle abitudini arboricole e abilissima arrampicatrice.

Da questa si difende grazie alla sua leggerezza e alla sua straordinaria capacità di restare in equilibrio e ben saldo fin sui più piccoli e sottili rami, servendosi delle sue unghie aguzze e delle agili dita delle zampette anteriori. L'abilità di saltare da un albero all'altro con grande disinvoltura lo salva spesso dall’inseguimento del predatore, lasciandolo con un palmo di naso.

Lo scoiattolo utilizza a volte come rifugio le cavità degli alberi, ma riutilizza spesso anche i nidi di altri grossi uccelli, come quelli delle cornacchie o delle gazze, che vengono riadattati e imbottiti con soffice muschio, provvisti di una copertura mimetica che li ripari dalle intemperie e dalla vista dei nemici, e con una seconda uscita per le eventuali precipitose fughe in occasione di visite indesiderate.

All'inizio della primavera, i maschi devono spesso combattere tra loro per essere scelti dalle femmine e metter su casa.

I parti avvengono due volte all'anno, in primavera  e all'inizio dell'estate, dopo una gestazione di quasi sei settimane. I piccoli, che sono generalmente 4 o 5, fino ad un massimo di 7-8, restano per una decina di giorni con gli occhi chiusi. Vengono allattati amorevolmente dalla madre e accuditi, durante le prime settimane, da entrambi i genitori. Il gioco è il loro strumento principale per apprendere la scaltrezza e la destrezza nell'arrampicarsi. Se la madre avverte anche il più piccolo segno di pericolo, trasporta subito i piccoli, per sicurezza, in un secondo rifugio.

I giovani scoiattoli si rendono autonomi verso i due mesi di vita, quando sono in grado di procurarsi il cibo autonomamente.

Ricercano semi di ogni tipo, tra questi sono particolarmente graditi quelli delle pigne, le faggiole, le noci e le nocciole, oltre alle gemme, così ricche di succosa linfa, che in primavera integrano le scorte ormai quasi esaurite accumulate per l'inverno. 

Di questi semi viene fatta man bassa durante tutta l'estate e molti vengono accuratamente nascosti in provvisori nascondigli, per costituire delle vere e proprie dispense per la stagione invernale. 

Questa abitudine a nascondere i semi anche sottoterra in luoghi diversi, tecnica adottata anche da altri animali che non svernano, come la nocciolaia,  è risultata assai utile per la diffusione di molte specie di alberi, destinati altrimenti, per il tipo di seme pesante o comunque di non facile diffusione per vie naturali, a vedere disseminata la propria progenie solo nello spazio su cui si espande la sua chioma. Non è raro che lo scoiattolo che si imbatte in un nido temporaneamente incustodito con uova o piccoli implumi, ne faccia razzia; un comportamento crudele ai nostri occhi, ma pur sempre dentro gli schemi delle leggi naturali che regolano la vita animale.

Diversamente da quanto molti suppongono, lo scoiattolo, durante l'inverno, non va in letargo, e anche se la sua attività si riduce moltissimo col freddo, inducendolo a passare anche lunghi periodi senza allontanarsi dal nascondiglio, assopito in un sonno profondo, si sveglia spesso, per mangiare, per i suoi bisogni e per provvedere alla pulizia personale, a cui tiene moltissimo.

Tracce della sua presenza sono i “torsoli” delle pigne dell’abete rosso, abbandonati sul terreno quasi completamente “sbucciate”, con un solo “ciuffo” di squame all'estremità,  e se anche non riusciremo a scorgerlo tra i rami, possiamo pensare che in quel momento forse siamo proprio noi l'oggetto della sua curiosità.

SCHEDA  SCOIATTOLO

Nome scientifico: Sciurus vulgaris

Caratteristiche: il corpo misura circa 25 cm. mentre alla coda spettano altri 20 cm.; il suo peso si aggira attorno ai 250 grammi, anche se a volte può essere molto superiore. Come gli altri roditori, è provvisto di forti incisivi a crescita continua; ciò lo obbliga a rosicchiare in continuazione, e poiché lo smalto si trova solamente sulla superficie anteriore dei denti, questi si consumano maggiormente nella parte interna, facendogli assumere una forma a scalpello, assai tagliente. 

 GALIZZI FLAVIO

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